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5 canzoni dedicate a modelli di automobili che hanno fatto la storia

Musica e road trip. Un connubio imprescindibile. Devono averlo saputo bene anche tutti quegli artisti che alle auto hanno dedicato fiumi e fiumi di parole nelle loro canzoni. Fin dai tempi in cui l’automobile era un lusso per pochi e non esistevano nemmeno ancora le autoradio, il panorama musicale italiano è pieno di versi celebrativi del mondo dell’automotive. Da icona di stile e mezzo per far colpo sulle intraprendenti sessantottine, l’auto passa ad impersonificare l’automazione e il lavoro delle fabbriche per poi tornare ad essere l’emblema dei sogni e del boom economico. Le 1000 facce dell’auto in una playlist tutta da ascoltare.

Torpedo Blu (Giorgio Gaber)

Era il 1968 quando un giovanissimo Giorgio Gaber celebrava il fascino della sua Torpedo Blu: era lei, la sua Torpedo che gli avrebbe permesso di far colpo su una elegante ragazza in maxigonna e camicetta. Gaber celebra l’epoca del sogno americano, dei doppiopetto e dei cappelli gangstar style. L’auto che dà il titolo alla canzone era un gioiello degli anni ’30 con la quale il protagonista si reca dalla “pupa”. Tutti e due sono agghindati in stile anni ’30 e scorrazzano per la città con il macchinone alla “Al Capone”, un brano scanzonato di Gaber prima del suo impegno degli anni ’70 nel denunciare i mali della società e del progresso. 

L’operaio della Fiat (Rino Gaetano)

Lavoro in fabbrica, schiene spezzate dalle catene e ritmi serratissimi sono il fulcro del capolavoro di Rino Gaetano “L’operaio della Fiat”. Anche lui racconta nel ’74 l’epoca della fioritura, del progresso tecnologico e del consumismo che avanza a scapito della classe operaia. Eppure anche in questo caso l’automobile (la 1100) diventa il deus ex machina, l’unico mezzo capace di riportare un soffio di vita ai lavoratori. Nel pezzo di Gaetano, l’automobile è lo stesso viaggio da Torino a Moncalieri verso la serenità, gli affetti e i piaceri della vita che sono concessi però solo nel fine settimana.

Topolino Amaranto (Paolo Conte)

Appena un anno dopo, nel 1975 è Paolo Conte a fare un tuffo nel passato, arrivando, a bordo della sua Topolino amaranto, fino all’estate del ’46. Un mistero resta il colore, visto che tra i 6 disponibili l’amaranto non figurava, ma nel testo Conte affronta temi sociali come il rincaro della benzina intervallati però da una grande voglia di leggerezza.

Cinquecento Sogni (Eugenio Finardi)

E’ il 1994 quando Eugenio Finardi celebra il mito: la Fiat 500. Finardi racconta di storie, viaggi, strade tra valli e spiaggie, canta di albe e tramonti, di sabbia fine e cumuli di foglie. 500 mete diverse raggiungibili da una sola, inimitabile 500.

Y10 Bordeaux (Daniele Silvestri)

Nel 1995 invece un giovanissimo Daniele Silvestri racconta nel capolavoro rap Y10 bordeaux i suoi tormenti d’amore. L’ auto in questione appartiene ad una ex che però ancora primeggia nella mente del cantautore, che mal si barcamena tra i consigli spassionati degli amici che tentano di distrarlo a suon di Negroni e movida e la vista del modello protagonista della canzone, che ogni volta, è quasi causa di un infarto.

Ma queste sono solo alcune delle più celebri canzoni dedicate al mondo dell’auto. Ancora molti potrebbero essere i riferimenti da citare: a partire da Lucio Dalla, come non ricordare la sua “Nuvolari” che parla dell’intramontabile “Alfa Rossa”. O la mitica 600 di Vecchioni in “Luci a San Siro”, il Maggiolone Cabriolet di Luciano Ligabue o la Balilla di Enzo Jannacci. Fiumi di note che hanno segnato percorsi e ricordi, fermate e ripartenze che B-Rent vi invita ad ascoltare su Spotify, nella sua personale playlist “Musica su 4Ruote”.