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5 motivi per cui il Benevento può ancora salvarsi

Ha cominciato il campionato della massima serie nazionale nel peggiore dei modi possibili, stabilendo un record negativo dopo l’altro: eppure il Benevento potrebbe ancora compiere un’impresa che avrebbe del miracoloso. Ne è convinto anche il presidente Vigorito che, dopo i numerosi suggerimenti giunti dal web (tra cui quello di Nina Moric), ha puntato tutto sulla campagna di riparazione. Ecco i cinque motivi per cui il Benevento potrebbe ancora salvarsi:

  1. Mister De Zerbi dopo la vittoria contro il Crotone di domenica scorsa si è mostrato ancora fiducioso: “se oggi non vincevamo era praticamente impossibile pensare alla salvezza. Così è comunque un obiettivo difficilissimo”. Il tecnico ha trasmesso alla squadra una mentalità diversa rispetto alle prime gare di campionato e crede ancora nella resurrezione delle “streghe”.
  2. Per il prossimo stage a Coverciano, anche a causa degli impegni concomitanti di alcune “big” del campionato, il ct Di Biagio potrebbe premiare alcuni calciatori beneventani: i nomi più gettonati sono quelli di Vittorio Parigini, Danilo Cataldi ed Enrico Brignola: un motivo in più per continuare a dare il massimo per la causa.
  3. I nuovi arrivi di Duricic, Sandro, Sagna, Guilherme, Diabatè, Billong hanno irrobustito una rosa che era apparsa subito troppo fragile per la Serie A e che aveva puntato tutto sul talento di Ciciretti che, a conti fatti, ha giocato pochissimo causa infortuni.
  4. Nelle ultime 7 gare il Benevento ha totalizzato ben 9 punti contro i 2 conquistati dalla S.P.A.L., 3 dal Verona e dal Sassuolo, 4 dal Chievo e 6 dal Crotone. Le altre squadre che lottano per evitare la retrocessione hanno un cammino tutt’altro che agevole e di questo potrebbero approfittare i giallorossi.
  5. Anche i bookmakers osservano con maggiore fiducia le potenzialità della squadra beneventana: le quote di una nota agenzia nazionale per la salvezza del Benevento sono passate da 20.00 (prima della gara Benevento – Sampdoria) a 11.00 (dopo Benevento – Napoli) fino a 9.00 dopo Benevento – Crotone.

Per concludere, che siate appassionati di scommesse o semplici supporters della squadra, la possibilità di rivedere il Benevento in Serie A la prossima stagione non è del tutto esclusa.

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Lavora con noi: tutti i nostri annunci di lavoro

La nostra azienda cresce sempre di più: non soltanto in termini di fatturato ma anche in termini di risorse umane. Tra le nuove aperture e le stazioni di noleggio a breve e lungo termine che continuano ad essere sempre più presenti su tutto il territorio nazionale, B-Rent è in costante ricerca di nuovo personale. La propensione al lavoro di squadra e al raggiungimento di obiettivi, la capacità di relazionarsi al pubblico e alla clientela, di offrire servizi e consigli in base alle esigenze del consumatore restano senza dubbio le skills più richieste dal reparto HR aziendale. Le figure maggiormente ricercate in azienda sono senza alcun dubbio quella del Rental Agent e del Service Man.
Il primo profilo è quello di colui che per primo si interfaccia con il cliente, accoglie le sue richieste e propone, in caso di walk in, il veicolo più giusto.

Il Rental Agent B-Rent è un esperto proveniente dal settore dell’autonoleggio, in grado di offrire il miglior servizio al minor prezzo, arricchendo il comfort del guidatore anche di servizi extra all’occorrenza: propone abbattimento e riduzione delle franchigie, strumenti per la facilitazione della guida, come i navigatori satellitari ma anche accessori per migliorare e facilitare la permanenza in auto dei più piccoli e degli amici a 4 zampe. Procede dunque alla contrattualizzazione e successivamente cede il passo all’altra figura che sempre più frequentemente B-rent ricerca: il Service Man.

Il Service Man B-Rent è invece il responsabile dello stato dell’auto sia al momento della presa che della riconsegna. Nella fase del Pick up garantisce al cliente un veicolo perfettamente pulito, pienato ed in linea con lle richieste che il cliente ha già provveduto a contrattualizzare nella fase precedente. Nella fase di drop off insieme a lui controlla la presenza di danni e graffi ed infine chiude il contratto di noleggio.

Il Rental Agent e il Service Man sono le due figure alla base della struttura gerarchica di ogni autonoleggio: è grazie a loro in particolare che inizia il processo di fidelizzazione del cliente all’azienda a cui si rivolge per l’erogazione del servizio. Ed è proprio su figure del genere che B-Rent punta per continuare il processo di espansione. Al momento le due posizioni sono aperte, ecco dove:

Rental Agent: Roma Termini, Milano Malpensa, Olbia e Firenze S.Maria Novella.

Service Man: Roma Termini.

Per saperne di più, consulta la sezione job del nostro sito web.

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Noleggio auto: i fattori della crescita

Con la progressiva uscita dalla “Grande Crisi” abbiamo assistito, nel quadriennio trascorso a una differente domanda del bene automobile. Il periodo 2014-2015 è stato certamente contraddistinto da una evidente richiesta da parte dei privati che troppo a lungo erano stati limitati nei processi di sostituzione delle autovetture, poiché pressati da una irragionevole fiscalità e dalle forti incertezze sul lavoro. Al contrario il 2017 ha rappresentato l’anno d’oro del noleggio auto, regalando al settore automotive un ambizioso record: 432.000 nuove targhe di autovetture, livello da primato per il settore. Aggiungendo poi i 55.000 veicoli commerciali, si sale a 487 mila immatricolazioni, nuovo picco storico. Molto è dovuto al super ammortamento, che è stato nel biennio 2016-2017, il volàno che ha sollecitato l’auto aziendale in generale.

Nel comparto del noleggio a breve termine è dimostrazione del trend positivo l’ultimo trimestre 2017. +26%, un aumento a doppia cifra che insiste da vari mesi dell’anno scorso. Tradizionalmente l’ultimo trimestre annuale è il momento di riduzione della flotta, dopo i picchi della stagione estiva. Nei mesi di ottobre, novembre e dicembre appena trascorsi è stato invece annotato un aumento del 50% rispetto allo stesso trimestre di riferimento dell’anno scorso, passando dalle 10.000 unità del 2016 alle 15.000 del 2017. I volumi in questo periodo non sono dovuti ad un aumento di ulteriore domanda turistica e di business, bensì dai rapporti peculiari con il mondo delle Case e dei concessionari, probabilmente grazie a maggiori sconti ed alle opportunità dei livelli di mercato. Ne è derivato per alcuni operatori un’anticipazione del cosiddetto inflottamento previsto per il 2018: ciò avrebbe dovuto condurre a ritenere che gli andamenti delle immatricolazioni dei primi mesi del nuovo anno sarebbero state inferiori agli stessi mesi del 2017. Eppure secondo i dati ufficiali di Aniasa e quelli elaborati da Unrae, il mercato auto nazionale inizia bene anche il 2018, aumentando del 3,4% le immatricolazioni registrate dal Ministero dei Trasporti, invertendo dunque ogni previsione. Il totale di nuove registrazioni è stato pari a 179mila le 173 mila di gennaio 2017.

Continua il trend positivo anche delle flotte aziendali, ormai stabili nella rappresentanza superiore al 40% del mercato con il noleggio posizionato tra il 22-23%. Anche senza superammortamento il noleggio aumenta del15,5%. Il lungo termine procede infatti sempre come un diesel con velocità costante: anche se l’ultimo trimestre non ha visto l’impennata immaginabile con la fine del super ammortamento, gennaio 2018 vede il noleggio a lungo termine aumentare il numero dei contratti, circa il 9%, ben oltre il doppio del mercato tradizionale. Le previsioni di vari centri studi prevedono peraltro che il comparto continui a crescere, quasi sicuramente con percentuali meno alte rispetto al 2017, arrivando comunque vicino alle 260.000 targhe. Il mancato rinnovo del superammortamento per i beni strumentali non sembra al momento quindi incidere sui volumi del noleggio, in persistente ascesa.

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Derby campani: B-Rent e la storia del calcio Regionale

B-Rent, sponsor tecnico del Benevento Calcio, ha partecipato attivamente al derby campano tra i giallorossi di De Zerbi e gli azzurri di mister Sarri. Il marchio dell’autonoleggio che nasce il Campania, per poi espandere a macchia d’olio la propria presenza su tutto il territorio nazionale, ha fatto da cornice a bordo del campo che ha visto un’altra vittoria azzurra nel girone di ritorno del campionato di Serie A Tim. E proprio per celebrare il legame che B-Rent ha con la sua terra di origine abbiamo deciso di operare un excursus di tutti i derby campani della serie A.

Benevento – Napoli

Non c’è storia, in duplice senso: un incontro che ha il suo solo precedente il 17 settembre scorso, immediatamente dopo l’ascesa della squadra sannita in massima serie, quando all’interno di un San Paolo gremito, gli azzurri mettevano a segno un cocente 6-0. La partita di ritorno, disputatasi la scorsa domenica 4 febbraio che per i Beneventani è stata anche occasione per celebrare la giornata giallorossa, ha confermato il Napoli Capolista con i due gol al 20esimo e al 47esimo rispettivamente di Dries Mertens e del Capitano Marek Hamsik.

Avellino- Napoli

Le due squadre si sono affrontate in Serie A per ben 20 volte, tutte concentrate nel decennio 1978-1988. Il Napoli ha prevalso sui lupi 10 volte su 3, con un primato di 22 gol su 9 ed un totale di 7 pareggi.

Salernitana – Napoli

Il derby tra Salernitana e Napoli affonda le sue radici per le partite ufficiali, nella seconda metà degli anni quaranta. Ad onor del vero la Salernitana ha avuto modo anche negli anni venti di sfidare sia precedenti formazioni della città partenopea, come ad esempio il Naples, l’Internazionale Napoli e l’Internaples (da cui poi l’odierno Napoli), e sia successivamente la squadra riserve del Napoli, che intorno agli anni trenta militava nel terzo livello nazionale (come le squadre riserve di altri club italiani della massima serie). Tra la serie A e la Prima Divisione abbiamo assistito a 4 gare, 3 vittorie del Napoli ma con un solo gol di scarto (5 a 4) ed un pareggio.

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La settimana del Carnevale Italiano a Napoli, Roma e Milano

Tradizione e folklore, scherzi e risate, stelle filanti e coriandoli. Una volta lasciate alle spalle le festività natalizie l’Italia intera si prepara ad accogliere il giorno più divertente dell’anno: il Carnevale. Ogni regione ha le sue tradizioni enogastronomiche e culturali nonché un legame particolare ad una tipica maschera. E’ sempre una festa affascinante il Carnevale, che consente a grandi e piccoli di ritrovarsi in un’unica e comune atmosfera. Ecco perché vogliamo accompagnarvi in un viaggio che vi farà tornare tutti un po’ bambini, che si sviluppa da sud a nord in 3 tappe (Napoli, Roma e Milano) e vi mostrerà le bellezze di posti e tradizioni concettualmente diversi. Non perderti nessuna delle tre tappe, noleggia la tua auto con B-Rent a Napoli, Roma o Milano e goditi la settimana del Carnevale italiano!

Il Carnevale a Napoli

Il Capoluogo Partenopeo ospita la seconda edizione del Gran Ballo di Carnevale Settecentesco Napoletano nel prestigioso Palazzo Caracciolo di San Teodoro, un galà in costume per immergersi completamente nella magica atmosfera del XVIII secolo. Il settecento è il secolo dei salotti e il Carnevale, era considerato una delle feste maggiormente sentite dall’aristocrazia napoletana. Un tripudio di colori e suoni, vicoli che si popolavano di stranieri ed artisti, grandi balli in maschera nei più sfarzosi Palazzi dell’epoca. Palazzo San Teodoro rappresentava proprio uno di quegli appuntamenti, la sua storia infatti cammina di pari passo con l’evoluzione che la città ebbe sotto la spinta Borbonica. Per questa seconda edizione il tema del Gran Ballo sarà “L’arrivo di Johann Wolfgang von Goethe a Napoli” con momenti teatrali di rivisitazione storica del suo soggiorno in città. I gentili Signori e Signore partecipanti, rigorosamente in abito 700esco, saranno accolti dai maggiordomi di palazzo ed accompagnati nella prima stanza e seconda stanza, ove sarà possibile degustare pietanze storiche della tradizione settecentesca napoletana. Gli ospiti si uniranno poi ai performers di Visit Venezia, per danzare sulle note della musica barocca e rococò dell’Associazione Musicale Amici Del ‘700 Napoletano diretta dal Maestro Marco Traverso.

Le Maschere a Roma

Saltimbanchi e trampolieri animeranno invece il Carnevale Capitolino catapultando i partecipanti in un’atmosfera unica e surrealista. Quella del Carnevale di Roma è un vero e proprio viaggio nel passato che riporta in vita tradizioni antiche insieme allo splendore del futuro. Con le maschere nate dalla cultura popolare e i suoi carri realizzati con la tecnologia di oggi, il carnevale romano riesce a trasformare in realtà lo spirito allegro e chiacchierone del capoluogo laziale. Partendo dalla data in cui cadranno le due giornate principali del carnevale romano, ossia il giorno 8 febbraio per il giovedì grasso e il 13 febbraio per il martedì grasso imponenti carri allegorici si muoveranno per tutta la città, toccando le piazze più importanti, vie e contrade comprese. Ogni carro in genere interagisce con il pubblico, distribuendo dolcetti e a volte gadget di vario genere per la gioia di tutto e soprattutto dei più piccini.

Il Carnevale Ambrosiano

Il rito milanese si discosta da quello osservato nel resto d’Italia posticipando i festeggiamenti di quattro giorni: dal Martedì Grasso, celebrato dalla tradizione romana, al Sabato Grasso. L’origine di questa usanza viene fatta risalire dalla tradizione a una richiesta di Sant’Ambrogio, che avrebbe pregato i milanesi di attendere il suo ritorno da un pellegrinaggio prima di dare inizio alle celebrazioni della Quaresima. Anche quest’anno per il Sabato Grasso, il 17 febbraio 2018, gli oratori dell’Arcidiocesi di Milano e delle diocesi attigue torneranno a sfilare per le vie della città.
Per questa nuova edizione del Carnevale Ambrosiano il soggetto di travestimenti e costumi saranno gli insetti. In programma per la giornata di festa anche animazione, coreografie e canti. Per la realizzazione di allestimenti e costumi in vista del Carnevale Ambrosiano sono stati coinvolti direttamente i ragazzi degli oratori, che per le creazioni useranno materiali di recupero.

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Itinerari di Viaggio: 5 splendidi posti da vedere in Campania

Storia, monumenti e bellezze naturali: la Campania è sicuramente il posto adatto ai viaggiatori più esigenti, un luogo dove poter accontentare ogni gusto e richiesta. I sei siti dichiarati patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO sono, per la Campania, un bel biglietto da visita ma c’è un mondo da scoprire, fra coste e montagne spettacolari, feste e riti della tradizione senza dimenticare i borghi e la sua eccellente enogastronomia. Ecco perche il nostro itinerario oggi parte da questa splendida regione, legata anche alle origini di B-rent e del suo fondatore. Vi portiamo in viaggio in questa terra e cerchiamo di farvi scoprire 5 dei luoghi più belli della Campania Felix.

I vicoli di Napoli e San Gregorio Armeno

Per vivere appieno il folklore della regione, una delle cose da vedere sono i vicoli del centro storico del suo capoluogo. Il cuore di Napoli è un susseguirsi di piazze, chiese, palazzi e guglie tra le più suggestive ed importanti. Passeggiando tra i suoi vicoli, spunta quello di San Gregorio Armeno, una via del centro storico di Napoli, conosciuta in tutto il mondo per le tipiche botteghe artigiane e i caratteristici negozi che realizzano presepi e addobbi per il Natale. Ogni anno, durante il periodo delle festività, la strada dei pastori riempie i suoi banchi di statuette, case, grotte e materiale per realizzare la rappresentazione della natività. Ma il suo fascino non sta tanto nei suoi mercatini di Natale quanto nel fatto che in quelle date un piccolo vicolo diventi la strada più affollata della città partenopea e forse, a giudicare anche dalle ultime stime, d’ Italia.

I siti Archeologici di Pompei ed Ecorlano

Uno dei primi luoghi che di sicuro merita di essere visitato in Campania è il sito archeologico di Pompei. L’eruzione del Vesuvio del 79 d. c. è stata per la città la sua rovina, ma nel futuro anche la sua fortuna. Infatti la lava del vulcano ne ha consentito l’eccezionale conservazione fino ai nostri giorni. Entrando nel sito, si può ancora camminare tra le strade lastricate della città romana ed entrare nella case dell’epoca. Tutto è rimasto come più di mille anni fa, anche se molte mura ed alcuni affreschi sono andati persi, il sito conserva tutta la tragedia umana dei suoi abitanti attraverso i calchi dei corpi che furono investiti dall’eruzione. Visitare queste rovine è davvero un’esperienza incredibile e una meta obbligata per tutti gli amanti di storia, della cultura e dell’archeologia. Un città ferma nel tempo, dove tutto sembra bloccato in una dimensione surreale. Le case, le strade, gli edifici pubblici, gli oggetti della vita quotidiana ed addirittura le persone sembrano serenamente addormentate sotto la polvere vulcanica. Pompei, insieme agli scavi di Ercolano ed Oplontis, fa parte della lista dei patrimoni dell’umanità dell’UNESCO.

Salerno e La Costiera

Salerno è una città portuale a sud-est di Napoli. Sulla sommità del Monte Bonadies, l’antico Castello di Arechi regala scorci di panorami marini e ospita un museo di ceramica e monete medievali. La Cattedrale cittadina sorge sui resti di un tempio romano. I suo tratti distintivi solo i portali bizantini in bronzo, una cripta barocca e un altare in marmo. Presso il Giardino terrazzato della Minerva si coltivano piante medicinali fin dal XIV secolo. Nel periodo Natalizio la città offre invece uno splendido spettacolo di Luci, conosciute come “d’ artista”, che disegnano il giardino incantato della villa Comunale e non solo. Gli amanti dei paesaggi e dei piccoli borghi incastonati nella roccia non potranno fare a meno che fare una visita alla Costiera Amalfitana. Un luogo incantato, che offre degli scorci unici al mondo. Lungo la strada si susseguono baie, insenature e piccoli borghi che sembrano a picco sul mare. Le città più popolari sono Sorrento, Amalfi, Ravello, Vietri sul Mare e Positano che sono alcune delle preziose perle che compongono la collana di piccoli borghi della costiera. Dei presepi costruiti nella roccia, fatti di profumi, suoni ed una magia che solo qui si può trovare. La Costiera amalfitana assomiglia a questi luoghi nei quali è difficile risolversi tra quiete e movimento. Da Positano a Vietri sul Mare lo spettacolo che offre la Costiera amalfitana è tanto vario quanto incantevole. Al di là del panorama, poi, l’identità delle stesse località e la vocazione turistica cambiano profondamente di luogo in luogo. Si va dalla belle architettonica di Amalfi, alla vita di Positano, passando per gli agriturismi della zona più interna.

La Reggia di Caserta

Il monumento più conosciuto ed importante tra le cose da vedere in Campania. Un palazzo maestoso, oggo patrimonio UNESCO, circondato da immensi giardini che vi faranno sentire parte della corte reale. Il Palazzo Reale sorge sull’esempio di quello francese di Versailles, voluto da re Carlo di Borbone per manifestare la sua potenza e grandiosità. L’architetto incaricato fu Luigi Vanvitelli, che realizzò un palazzo sontuoso con 1200 stanze e 1742 finestre. Nella Reggia si possono visitare gli appartamenti reali, con le lussuose stanze, una volta abitate dai sovrani ed i saloni ricchi di capolavori di pregio. Molto suggestivi anche la Cappella Palatina ed il teatrino di corte. I giardini sono perfetti per trascorrere una giornata all’aria aperta immersi nel verde e nel susseguirsi di fontane e giochi d’acqua.

Benevento

Nota anticamente non il nome di Maleventum, l’odierna cittadina di Benevento è un incantevole centro dell’entroterra urbano campano. E’ una città ricca di attrattive storico artistiche. In centro storico è possibile visitare lo splendido complesso del Duomo, costruito verso il XII sec e distrutto dai bombardamenti del 1943. La facciata si presenta aperta da arcate cieche e con loggia soprastante, nella quale ci sono frammenti romani, lapidi longobarde e sculture varie. Da non perdere una visita ai resti del Teatro Romano, voluto dall’Imperatore Adriano, oggi ancora ben conservato e utilizzato per varie rappresentazioni teatrali. L’Arco di Traiano fu eretto per celebrare il prolungamento della Via Appia da Benevento a Brindisi. Nella sezione archeologica troviamo alcune ceramiche daune, greche e italiche. Nella sezione numismatica è visibile la raccolta di monete auree appartenute al principato di Benevento. Una visita merita la Rocca dei Rettori, eretta nel 1321 per volere di papa Giovanni XXII. Suddivisa in tre grandi piani è oggi sede del Museo del Sannio. Per completare la visita di Benevento consigliamo una passeggiata al Ponte Leproso e al Ponte Valentino situato poco fuori della Città. Inoltre da non perdere la Villa dei Papi, i Palazzi nobiliari eretti tra Seicento ed Ottocento e la Chiesa barocca di San Bartolomeo.

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Itinerari montani: Piazza Fiera e Piazza Cesare Battisti a Trento

Continua il nostro viaggio nelle Dolomiti e questa volta vi facciamo scoprire il fascino di luoghi che, specie nel periodo natalizio, si arricchiscono di magia: Piazza Fiera e Piazza Cesare Battisti a Trento. E’qui che ormai da anni si svolge una delle manifestazioni fieristiche a più alto tasso di affluenza, I mercatini di Natale. Quest’anno, già a partire da metà novembre la Piazza si è vestita a festa ed è pronta ad accogliere le migliaia di turisti che hanno scelto le Dolomiti come meta delle vacanze natalizie.
Oltre 90 le caratteristiche casette di legno che ospitano una vasta gamma di prodotti artigianali, quali addobbi, candele, presepi, quadri con fiori pressati,e ovviamente, largo spazio è dedicato anche a quelli che chiamano “I Sapori del Mercatino”, un vero e proprio polo enogastronomico dove degustare specialità dolci e salate sia trentine che tirolesi, come il Tortel de patate, i Cevap della Valle dei Mocheni, i canederli e la piccola pasticceria, da accompagnare con una buona cioccolata calda, con vin brulè o con il gustoso Parampampoli. Trento è da sempre considerata “la prima città italiana oltre il Brennero”, un crocevia culturale, vista la posizione strategica, che ha reso il territorio ancora più ricco di commistioni che ben si percepiscono nei tradizionali mercatini di Natale. In particolare, questa edizione intende porre l’accento sulle tematiche ambientali sostenendo le proposte “green” e il Mercatino di Natale di Trento ha voluto ampliare le iniziative dedicate alla sostenibilità e lanciare così un messaggio ai visitatori diffondendo buone pratiche per la tutela dell’ambiente. Il Mercatino di Natale di Trento ha ricevuto la certificazione “100% energia pulita” da Dolomiti Energia: per gli acquisti vengono utilizzate shopper di carta frutta, le mappe del Mercatino distribuite ai visitatori sono realizzate con carta di riciclo e segnalano anche la presenza degli “Eco Point” dove smaltire i rifiuti, l’energia elettrica utilizzata per l’evento è prodotta da fonte rinnovabile, vengono utilizzati piatti di pane e viene incentivata la mobilità sostenibile.

Gli orari:
18 novembre 2017 al 6 gennaio 2018, dalle 10 alle 19.30.
Chiuso il giorno di Natale.
Il 26 dicembre 2017 e il 1 gennaio 2018 aperto dalle 12.00 alle 19.30.

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Itinerari montani: un viaggio sulle Dolomiti a portata di auto

“Quale miglior campo d’azione può esservi che la montagna? L’asprezza della natura e la potenza della lotta continua sono presenti in ogni particolare: dal cirro sfilacciato alla roccia compatta; dagli spigoli smussati dei sassi ai pini ritorti; dalla frana alla valanga, tutto, insomma, un complesso di elementi che testimoniano quali forze usano scontrarsi.” Sono queste le parole che lo scrittore Roberto Gervasutti usa per descrivere la montagna. Un luogo spesso impervio, burbero, che tanto affascina quanto intimorisce. Le Dolomiti ad esempio sono una zona montuosa piuttosto vasta, composta da innumerevoli gruppi e sottogruppi. “La più bella opera architettonica del mondo”, cosi come anche Le Corbusier le definì, sono dal 2009 Patrimonio dell’Umanità. Oltre a essere una riserva naturale infinitamente variegata, nelle loro rocce è scritta la storia geologica della terra, fin da quando costituivano un arcipelago. Là, dove milioni di anni fa il mare le lambiva, oggi sono immerse nei territori del Trentino Alto Adige, Veneto e Friuli Venezia Giulia.La domanda che il turista non troppo agguerrito spesso si pone, è la seguente: dove andare esattamente per poter vedere queste vette dai punti di osservazione migliori? Dove è possibile godere delle inquadrature più spettacolari senza dover troppo camminare, muovendosi prevalentemente in auto? Qualche consiglio dunque per avere le viste migliori a portata di auto.

La regina delle Dolomiti: la Marmolada

Con i suoi 3.342 mt, situata tra le provincie di Trento e di Belluno, di tutte le Dolomiti è la più alta. Gli altri gruppi montuosi le fanno da corona e lo spettacolo si ammira dalla sua vetta con una vista a 360°.La Via ferrata della Marmolada è un classico itinerario che, in estate, consente di raggiungere la vetta senza troppe difficoltà. Raggiungibile comodamente sia dal versante sud dalla val Ombretta (dove come punto d’appoggio si può usufruire del rifugio Onorio Falier), oppure dalla Valle del Contrin (dove sorge l’omonimo rifugio), che dal versante nord (dal lago Fedaia), parte dalla Forcella Marmolada, consente l’ascesa ai 3.342 metri della cima in circa 5 ore. La parete meridionale della Marmolada è una delle più maestose delle Dolomiti. La via normale a Punta Penia parte direttamente da Pian dei Fiacconi, attraversa il ghiacciaio fin sotto una rampa rocciosa che supera (I UIAA) fino alla cresta sommitale. Qualche crepaccio lungo il tratto ghiacciato. La Punta Rocca si raggiunge in pochi minuti dalla funivia e la traversata da questa a Punta Penia è un itinerario con difficoltà di III UIAA e passaggi in roccia molto spesso ghiacciati.

Le tre Cime di Lavaredo: icona delle Dolomiti

Annoverate spesso nelle classifiche delle montagne più belle del mondo, le cime di dolomia sono tre enormi blocchi rocciosi, di forma regolare, isolati, disposti in modo simmetrico. Sulle loro creste passa il confine tra la provincia di Belluno e di Bolzano. Le Tre Cime di Lavaredo assomigliano vagamente a tre dita, che puntano verso il cielo compatte, armonicamente allineate, apprezzate dagli estimatori per forme e colori. La parete settentrionale segna esattamente il confine con il territorio di competenza del comune di Dobbiaco. Le Tre Cime di Lavaredo sono da tempo immemore nel territorio di Auronzo di Cadore in provincia di Belluno in Veneto e dal 1752 il confine corre precisamente lungo la parete nord delle cime. Il gruppo è attraversato dall’alta via n. 4, detta di Grohmann.

Pale di San Martino e l’Altopiano lunare

Costellate da guglie, picchi e spigoli, le vette di queste montagne celano un vasto altopiano roccioso, che si apre, raggiunte le creste, in un metafisico paesaggio lunare. Il massiccio occupa un territorio molto vasto, diviso tra la provincia di Belluno e di Trento. Le Pale di San Martino (dette anche “Gruppo delle Pale”) sono il più esteso gruppo delle Dolomiti, con circa 240 km² di estensione, situate a cavallo tra il Trentino orientale e la provincia di Belluno, in Veneto. Si estendono nella zona compresa tra il Primiero (valli del Cismon, del Canali, val Travignolo), la Valle del Biois (Falcade, Canale d’Agordo) e l’Agordino. Le Pale sono costituite anch’esse da dolomia, roccia sedimentaria formata da doppio carbonato di calcio e magnesio, scoperta dal marchese Déodat de Dolomieu nel 1788. L’altopiano delle Pale, situato nel settore centrale del gruppo, si estende per uno spazio di circa 50 km² e costituisce un enorme tavolato vuoto, roccioso e quasi lunare che oscilla tra i 2500 e i 2800 m s.l.m. Secondo alcune fonti esso avrebbe ispirato lo scrittore bellunese Dino Buzzati (grande amante delle vette della catena) nell’ambientazione del suo romanzo Il Deserto dei Tartaii. La parte delle Pale che si estende in Trentino è interamente compresa nel Parco naturale Paneveggio – Pale di San Martino.

Monte Pelmo: il trono di Dio

La leggenda vuole che qui Dio stesso si sia seduto per rimirare le Dolomiti appena completata la loro creazione. Per la sua riconoscibile forma gli abitanti locali gli hanno affettuosamente affibbiato l’appellativo di “Caregon del Padreterno”. Il monte Pelmo è noto anche dal punto di vista paleontologico: ai piedi del Pelmetto, a quota 2.050 m, non lontano dal rifugio Staulanza, è stato rinvenuto dal ricercatore Vittorino Cazzetta di Pescul un masso con impronte di dinosauri. Un calco del masso con le tracce è visibile nel museo civico di Selva di Cadore intitolato a Cazzetta e nello stesso museo è anche possibile vedere lo scheletro di un cacciatore del mesolitico, scoperto dallo stesso Cazzetta sull’alpe di Mondeval, fra il Pelmo e i Lastoi de Formin. Secondo una leggenda della val di Zoldo un tempo il Pelmo aveva un aspetto ben diverso dall’attuale: era una montagna verdeggiante e sulla sua sommità, dove oggi si trova il circo glaciale, vi era addirittura un vasto pascolo frequentato dai pastori. In seguito un evento catastrofico fece franare la montagna, scoprendo la nuda roccia e dandole l’imponente aspetto che ha tutt’oggi. Il racconto sembrerebbe avere un fondo di verità: sono stati individuati due ampi scoscendimenti, ora per lo più nascosti dalla vegetazione, che fanno pensare ad una grandiosa frana; questa avrebbe bloccato il corso del Maè, formando un grande lago che, prosciugatosi, scoprì la piana dove oggi sorge Mareson, frazione di Zoldo Alto.Un’altra popolare leggenda locale narra che il Padreterno, dopo aver creato l’Antelao, le Marmarole, il Sorapiss, il Cristallo, le Tofane e le altre cime del Cadore, stanco creò il Pelmo per potersi riposare. Di quí il nomignolo in veneto “Caregón de ‘l Padreterno”.

Lo Sciliar, il “logo” dell’Alto Adige

Opera del Diavolo invece è lo Sciliar: la sua fisionomia cambia aspetto a seconda del lato da cui si osserva. Proprio la prospettiva che assume guardandolo dalla conca di Bolzano è divenuta l’emblema dell’Alto Adige. Situato al centro del parco naturale dello Sciliar, conta diversi accessi dalla val di Tires, da Siusi e da Fiè allo Sciliar e, soprattutto, dall’alpe di Siusi. Sul pianoro sommitale sorge, a 2457 metri d’altezza, il rifugio Bolzano. I limiti geografici sono, in senso orario, la valle Isarco, la forcella Denti di Terra Rossa, il passo Alpe di Tires e la val di Tires. L’archeologia recentemente è riuscita a stabilire, grazie a ricerche mirate e analisi dei pollini, che il vasto altipiano della montagna è già stata utilizzato in modo estensivo nell’Età del bronzo, sia per funzioni di culto sia per il pascolo d’alta montagna.

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B-Rent la “ricetta partenopea” per il noleggio a breve e lungo termine

Napoli, Novembre 2017 – Consolidare l’offerta di noleggio a breve termine attraverso tour operator, agenzie di viaggi e intermediari, rafforzando il rapporto diretto con la clientela consumer e offrendo a quella aziendale un network capillare distribuito su tutto il territorio nazionale; con un’apertura significativa ai servizi di noleggio a lungo termine per aziende, partite Iva e privati.
Sono queste le principali direttrici del piano nazionale di espansione annunciato da B-Rent in occasione della partecipazione al World Travel Market (WTM), la fiera-evento internazionale di riferimento per il settore del turismo in programma dal 6 all’8 novembre a Londra.
Nella locazione auto a breve e a lungo termine B-Rent, azienda partenopea attiva su tutto il territorio italiano dal 2011 e guidata dal CEO e fondatore Vincenzo Brasiello, è oggi protagonista di un forte sviluppo: negli ultimi 3 anni, grazie anche ad ambiziosi obiettivi di crescita, B-Rent ha registrato un incremento del giro d’affari del 230% che la porterà chiudere il 2017 con 6,8 milioni di euro di fatturato e a porsi come alternativa made in Italy ai tradizionali player multinazionali del settore. Rosee sono anche le previsioni per i prossimi tre anni per i quali si stima una crescita del business del 620%.
Il World Travel Market ha costituito per l’azienda l’occasione per consolidare i rapporti con tour operator e intermediari e per anticipare le linee di sviluppo e le novità strategiche e tecnologiche in “rampa di lancio” sul mercato.
Per raggiungere gli obiettivi attesi, infatti, B-Rent ha approntato un piano di attività che avrà come principale obiettivo il rafforzamento del rapporto con la clientela consumer e con quella corporate. Diverse le novità programma. Entro fine anno sarà online un nuovo portale, progettato in base ai più moderni criteri di usabilità e sicurezza, con l’obiettivo di fornire in modo immediato e trasparente al driver tutte le informazioni di cui necessita per prenotare la propria vettura. Entro la stessa data l’azienda lancerà un innovativo servizio di web check-in, accedendo al quale l’utente prenoterà la vettura da noleggiare, ricevendo indicazioni anche sul relativo numero di targa e, al momento del ritiro, potrà prelevarla evitando code al desk.
Nei prossimi mesi al rinnovamento dell’offerta digitale si affiancherà anche un rafforzamento della flotta e della presenza nei centri nevralgici per l’offerta turistica e business del nostro Paese, con le nuove aperture di punti vendita nelle principali stazioni e aeroporti nazionali.
Oggi B-Rent può contare su un network che affianca alla presenza nei principali centri cittadini quella in posizioni strategiche, come ad esempio nelle stazioni ferroviarie di Napoli, Milano, Roma Termini e Salerno e presso gli hub aeroportuali di Capodichino, Milano Malpensa, Milano Linate e Olbia. Obiettivo dei prossimi 15 mesi è la copertura dell’intera tratta dell’alta velocità, da Firenze a Verona passando per Bologna e Venezia e l’ingresso negli aeroporti di Fiumicino, Orio al Serio, Torino, Catania e Venezia.
“In un mercato del rent-a-car sempre più orientato alla ‘guerra sui prezzi’, i punti di forza della nostra offerta”, evidenzia Maurizio Corvino – Direttore Commerciale di B-Rent, “sono servizi flessibili e modulabili sulla base delle reali esigenze di mobilità del cliente, con pacchetti che vanno da un giorno a oltre i 3 anni, e una flotta full liners che può contare anche su furgoni, moto, veicoli luxury, ibridi ed elettrici”.
L’offerta di servizi dell’azienda si è, infatti, arricchita da quest’anno di uno specifico team commerciale focalizzato esclusivamente sull’offerta di noleggio long term che ha riscontrato da subito un forte interesse di piccole e medie imprese e partite IVA del territorio spesso spinte verso la locazione dai crescenti costi di gestione (su tutti i premi assicurativi) del bene auto. Obiettivo dei prossimi 15 mesi è raggiungere i 2.000 contratti.

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B-Rent partecipa al World Travel Market (Londra, 6-8 novembre)

Napoli, Ottobre 2017 – B-Rent partecipa al World Travel Market (WTM), la fiera-evento internazionale di riferimento per il settore del turismo in programma dal 6 all’8 novembre a Londra; in occasione della manifestazione B-Rent renderà noto il piano nazionale di espansione nell’offerta di servizi di renting per imprese e privati.
L’azienda partenopea di locazione auto a breve e a lungo termine, attiva su tutto il territorio italiano dal 2011, sarà presente al WTM con un proprio stand (GV484 – ExCel Center) e nei tre giorni di rassegna promuoverà incontri con partner, media e stakeholder nazionali ed internazionali.
“Parteciperemo per la prima volta da protagonisti a questa manifestazione che riveste una rilevanza strategica mondiale per il mercato del turismo”, commenta il CEO e fondatore Vincenzo Brasiello, “a testimonianza della maturità raggiunta dall’azienda nelle attività di rent-a- car e della volontà di confrontarsi con gli altri attori e stakeholder del mondo del turismo. L’evento costituirà l’occasione per consolidare i nostri rapporti con tour operator e intermediari e per anticipare le linee di sviluppo sui consumer e sulla rete corporate che intendiamo perseguire e le novità strategiche e tecnologiche che stiamo per lanciare sul mercato per rafforzare la nostra offerta di servizi nel noleggio a breve e lungo termine”.

Per informazioni: Marco Catino – Ufficio Stampa, catinom@libero.it